• By admin
  • 17 Luglio 2016

1° Campo: “U Pagghiaru”

1° Campo: “U Pagghiaru”

Obiettivo

Con questo primo campo i nostri volontari si sono confrontati con una delle costruzioni tradizionali più rappresentative della cultura siciliana: “u paggiaru”.

Questo edificio, ricovero comune a diverse tipologie di lavoratori, quali carbonai, pastori e contadini, ha segnato per secoli l’immagine delle montagne delle Madonie. Comune ancora nel primo dopoguerra, oggi è una costruzione praticamente scomparsa.

Con l’aiuto dell’esperto di cultura materiale madonita, Antonio Spinnato, i nostri ragazzi hanno cominciato un percorso di ricostruzione che viaggia sul doppio binario della materialità ma, soprattutto, della riscoperta di antiche conoscenze. L’obiettivo ultimo sarà quello di ricreare un luogo di riscoperta del mondo contadino, una specie di museo en plein air, capace di far vivere realmente l’esperienza di ciò che è stato.

Tutto questo all’ingresso di Castellana Sicula, comune madonita che, di per sé, rappresenta la porta Del Parco delle Madonie: uno dei più ricchi serbatoi di biodiversità in Sicilia.


Tipologia costruttiva

I Pagliaio, che è oggetto del nostro impegno, appartiene alla tipologia usata dai contadini. La sua complessità si pone a metà fra la semplicità di quelli dei carbonai (destinati a pochi mesi di utilizzo) e la complessità di quelli dei pastori che comprendevano, inoltre, l’ovile e le zone destinate alla caseificazione.

La base è rappresentata da una massiccio muretto a secco, sapientemente costruito in modo che, anche senza l’utilizzo di leganti, possa essere garantita la stabilità della struttura. Su questa verrà installata una copertura (cappa) costituita da lunghe travi e canne. All’esterno si utilizzeranno erbe locali con propretà impermeabili quali la ginestra o la l’ampelodesma (disa).


Biodiversità e accessibilità

La zona sarà circondata dalla “Siepe della Biodiversità”, che sarà piantata a novembre e che, in un un unico colpo d’occhio, permetterà di osservare alcune varietà vegetali endemiche delle madonie come la rosa canina, il rovo e il prugnolo. All’ingresso una rampa lievemente discendente con una robusta staccionata in legno, consentirà l’accesso ai soggetti diversamente abili o con difficoltà di deambulazione.

Nei pressi del pagliaio, infine, sarà realizzata la “Spirale delle Piante Aromatiche”, che comprenderà alcuni degli odori tipici dell’ambiente montano madonita come l’origano, pianta principe delle nostre montagne, noto anticamente come “splendore di montagna”.


Un patto fra le generazioni

Molte delle fasi di costruzione , saranno seguite, oltre che dal nostro Antonio Spinnato, da soci della locale Auser. Persone che, oltre a una grande voglia di fare, ci regaleranno la loro esperienza essendo stati testimoni diretti dell’utilizzo del pagliaio e di un mondo contadino ormai quasi scomparso.